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Al via le nuove regole sugli appalti
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Al via le nuove regole sugli appalti

Il decreto "Fiscale" ha introdotto, con efficacia dal primo gennaio 2020, una nuova norma volta a contrastare il mancato versamento delle ritenute relative a lavoratori impiegati in particolari opere o servizi in cui vengono, tra gli altri, utilizzati anche i beni strumentali del committente.

La normativa in oggetto, attraverso il nuovo art. 17-bis, stabilisce che i soggetti coinvolti, residenti nel territorio dello Stato, sono riconducibili alle seguenti categorie:

  • Enti pubblici e privati;
  • Società di persone e di capitali;
  • Persone fisiche che esercitano imprese commerciali o imprese agricole;
  • Persone fisiche che esercitano arti o professioni;
  • Curatore fallimentare;
  • Commissario liquidatore;
  • Condominio

Affinché il compimento di una o più opere oppure di uno o più servizi, di importo complessivo annuo superiore ad euro 200.000, possa essere assoggettato alla normativa in esame dovrà essere considerato un:

  • Contratto di appalto;
  • Contratto di subappalto;
  • Rapporto negoziale comunque denominato

Che sia caratterizzato contemporaneamente da:

  • Prevalente utilizzo di manodopera presso le sedi di attività del committente;
  • Utilizzo di beni strumentali di proprietà del committente o riconducibili allo stesso in qualunque forma.

Nel caso in cui si sia in presenza di tutte le condizioni di cui sopra, la nuova norma impone all’impresa appaltatrice o subappaltatrice di rendicontare al committente, entro 5 giorni lavorativi dal versamento delle ritenute le seguenti informazioni:

  • L’elenco nominativo di tutti i lavoratori, identificati mediante codice fiscale, impiegati nel mese precedente direttamente nell’esecuzione di opere o servizi affidati dal committente;
  • Il dettaglio delle ore di lavoro prestate da ciascun dipendente in esecuzione dell’opera o del servizio affidato;
  • L’ammontare della retribuzione corrisposta al dipendente collegata a tale prestazione;
  • Il dettaglio delle ritenute fiscali eseguite nel mese precedente nei confronti di tale lavoratore, con separata indicazione di quelle relative alla prestazione affidata dal committente;
  • copia degli F24 relativi al versamento delle ritenute effettuate in capo ai lavoratori

 La mancata trasmissione di tali dati entro 5 giorni lavorativi dalla data di versamento delle ritenute di cui sopra comporta l’obbligo di sospensione dei pagamenti da parte dell’impresa committente dei corrispettivi maturati fino alla concorrenza del 20% del valore complessivo dell’opera o servizio affidato oppure, se vi sono i dati per poterlo determinare, fino a concorrenza dell’importo delle ritenute non versate.

Il committente, in caso di inottemperanza delle disposizioni da parte dell’azienda appaltatrice o affidataria è obbligato a segnalare all’Agenzia delle Entrate l’inadempimento entro 90 giorni.

Il venir meno della segnalazione espone al committente alle sanzioni irrogate in capo all’impresa a cui i lavori o i servizi sono affidati per violazione degli obblighi di corretta determinazione e versamento delle ritenute, nonché all’obbligo di tempestivo versamento delle ritenute stesse senza possibilità di compensazione.

I nuovi obblighi previsti dalla legge di bilancio non si applicano qualora le imprese appaltatrici o subappaltatrici comunichino al committente, allegandone relativa certificazione, la sussistenza, nell’ultimo giorno del mese precedente a quello della scadenza prevista per l’invio delle deleghe al committente, dei seguenti requisiti:

  • essere in attività da almeno tre anni;
  • essere in regola con gli obblighi dichiarativi;
  • aver registrato, nell’ultimo triennio, versamenti sul conto fiscale per un importo non inferiore al 10% dell’ammontare dei ricavi o dei compensi risultanti dalle relative dichiarazioni. I versamenti sul conto fiscale riguardano: imposte, IVA, ritenute fiscali e previdenziali.

La certificazione della sussistenza dei requisiti di cui sopra è messa a disposizione delle singole imprese da parte dell’Agenzia delle Entrate e ha validità di 4 mesi dalla data del rilascio

Soffermando l’attenzione sugli aspetti tecnici di versamento delle ritenute relative ai dipendenti che hanno svolto attività lavorativa nel mese precedente per l’esecuzione di un’opera o servizio da assoggettare alla normativa in oggetto, si segnala quanto segue:

  • Per ogni committente dovrà essere compilato un Mod. F24;
  • Nel campo “Codice fiscale del coobligato, erede, genitore, tutore o curatore fallimentare” del Mod. F24 deve essere indicato il codice fiscale del committente
  • Nel campo “Codice identificativo” del Mod. F24 riportare il codice 09;
  • Tale modalità di compilazione permette di poter rendere consultabile il pagamento sia sul cassetto fiscale del committente sia su quello dell’impresa che ha effettuato il pagamento.

Le ritenute fiscali versate tramite F24 compilati secondo le indicazioni di cui sopra non possono essere compensate con eventuali crediti spettanti.

L’Agenzia delle Entrate nel corso del mese di gennaio 2020 è intervenuta con alcuni chiarimenti al fine di poter risolvere i principali dubbi interpretativi:

  • l limite di 200.000 euro è da intendersi in riferimento all’importo annuo delle opere o dei servizi tramite appalto, subappalto, affidamento a soggetti consorziati o rapporti negoziali comunque denominati affidati alla singola impresa. Qualora il committente affidi il compimento di più opere e servizi alla stessa impresa con diversi contratti di appalto, subappalto, affidamento a soggetti consorziati o rapporti negoziali comunque denominati, il limite di 200.000 euro si ritiene riferito alla somma dell’importo annuo dei singoli contratti.

Nell’ipotesi in cui la somma dei contratti di appalto, subappalto, affidamento a soggetti consorziati o rapporti negoziali comunque denominati sia, complessivamente, superiore a 200.000 euro annui, la norma si applica in relazione a tutti i contratti concessi e ancora in essere al momento del superamento della soglia (risposta Agenzia Entrate Videoforum 2020 Italia Oggi).

  • Gli obblighi introdotti operano dal 1.01.2020 con riferimento alle ritenute di competenza del mese di gennaio 2020, ovvero operate relativamente alle retribuzioni maturate e pagate dal datore di lavoro nello stesso mese. Pertanto, non devono essere adempiuti i predetti obblighi in caso di ritenute operate a gennaio 2020 con riferimento retribuzioni maturate nel mese di dicembre 2019 e percepite a gennaio 2020. (risposta Agenzia Entrate Telefisco 2020).

Al fine di risolvere altri dubbi interpretativi, l’Agenzia delle Entrate con la circolare n 1/E del 12 febbraio 2020 ha specificato quanto segue:

  • Ancorché i condomini siano ricompresi tra i soggetti destinatari della normativa, ne è da escludere l’applicazione in quanto non detengono in qualunque forma beni strumentali;
  • In presenza di contratti di durata annuale o pluriennale che presentino un prezzo predeterminato, il calcolo della soglia su base annua di 200.000 euro avverrà secondo un meccanismo di pro-rata temporis;
  • Al fine di determinare la sussistenza del requisito di “prevalente utilizzo di manodopera” sarà necessario utilizzare il seguente rapporto:

        retribuzione lorda riferita ai soli percettori di reddito di lavoro dipendente e assimilato/prezzo complessivo dell’opera o servizio

La prevalenza si intenderà superata quando il rapporto tra numeratore e denominatore è superiore al 50%. Per manodopera si ricomprendono tutte le tipologie di lavoro, sia manuale che intellettuale;

  • Ai fini dell’applicazione della norma per “sedi di attività del committente” si intendono: la sede legale, le sedi operative, gli uffici di rappresentanza, i cantieri, le piattaforme e ogni altro luogo comunque riconducibile al committente destinati alla svolgimento dell’attività di impresa, agricola o professionale;
  • Il requisito dell’”utilizzo di beni strumentali di proprietà del committente o ad esso riconducibili in qualunque forma” è soddisfatto quando vengono utilizzati dai lavoratori beni necessari per l’esecuzione della specifica opera o servizio commissionato, l’occasionale utilizzo di beni strumentali riconducibili al committente, non indispensabili per l’esecuzione dell’opera o del servizio, non comportano il ricorrere della condizione di applicabilità in esame.

 

Melegari Dr. Lorenzo